Di Martina Dalle Aste

L’Agenzia delle Entrate con la Circolare 11/E del 6 maggio 2020 ha fornito una serie di chiarimenti e conferme, circa il Decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) e sul decreto Liquidità (D.L. n.23/2020).

Come peraltro già ribadito dalla circolare 9/E del 13 aprile, sono previste le sospensioni degli adempimenti tributari al fine di far fronte alla crisi di liquidità che ha colpito i soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione, in seguito alla diffusione del virus COVID-19.

Il 18 maggio 2020 per coloro che hanno subito una contrazione del loro fatturato del mese di aprile 2019 rispetto al medesimo mese del 2020, pari ad un valore di almeno il 33%(o del 50% qualora nel 2019 i ricavi o i compensi siano stati maggiori di 50 milioni di Euro) .è possibile posticipare il pagamento dei seguenti tributi:

  • l’iva relativa sia al I trimestre 2020 sia per il mese di aprile 2020,
  • le ritenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente ed assimilato, nonché i versamenti dei contributi e premi previdenziali e assistenziali.

L’Agenzia delle Entrate ha ribadito che tale confronto, debba essere fatto su base mensile anche per i contribuenti che liquidano l’imposta sul valore aggiunto con cadenza trimestrale. Per fatturato si intende la sommatoria delle fatture emesse e/o dei corrispettivi (iva esclusa) del mese di aprile. Non si deve quindi prendere come riferimento né i ricavi né il volume d’affari.

In queste circolari, tra i vari quesiti sono state specificate alcune particolari casistiche. Ad esempio un  professionista deve conteggiare il contributo integrativo da versare alla rispettiva cassa quando conteggia il fatturato, in quanto lo stesso concorre alla formazione della base imponibile.

Altre delucidazioni sono state fornite per i contribuenti che emettono fatture in differita. Per questi infatti, rileva la data di effettuazione dell’operazione e non la data della fattura.

Per quanto riguarda, invece, le attività iniziate dopo il 31 marzo 2019 la sospensione degli adempimenti fiscali è automatica a prescindere se vi sia stato o meno un calo del fatturato.

Qualora quindi il contribuente avesse subito una riduzione significativa del suo fatturato, può decidere di non versare i tributi sopra elencati. Gli stessi però, dovranno essere versati o entro il 30 giugno 2020 in un’unica soluzione ovvero in 5 rate di pari importo a partire dal mese di giugno 2020.

Per quanto concerne invece la sospensione degli adempimenti tributari in scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, viene ribadita la possibilità di effettuarne l’invio entro il 30 giugno 2020, senza l’applicazione di sanzioni ed interessi:

  • Dichiarazione Iva relativa all’anno 2019,
  • il modello TR,
  • la comunicazione della Liquidazione Periodica IVA (LIPE) del I trimestre 2020,
  • l’esterometro relativo al I trimestre 2020,
  • i Modelli Intrastat, I modelli Intra-12.  

La Bozza del Decreto in circolazione in questi ultimi giorni, annuncia una sospensione ulteriore al 16 settembre (in un’unica rata o in quattro rate mensili di uguale importo) dei versamenti fiscali in scadenza nei mesi di marzo, aprile, maggio, ma non effettuati in conformità a quanto previsto dal DL Cura Italia e dal DL Liquidità.

Non resta quindi che rimanere in attesa del Legislatore, nella speranza possa fare luce quanto prima in questo groviglio di adempimenti.